Visualizzazione post con etichetta Movies. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Movies. Mostra tutti i post

lunedì 15 aprile 2013

LONDRA SUGLI SCHERMI - THE QUEEN

Torna la nostra rubrica dedicata ai film ambientati a Londra: oggi vi
proponiamo un vero e proprio capolarvoro per tutti gli estimatori di sua maestà Elizabeth II.

Non è molto comune imbattersi in un film dove sono rappresentati uomini di potere ancora vivi ed ancora in una solida posizione di comando. Queste cose però possono accadere in Inghilterra, dove la libertà di parola è una valore sacro e dove, fatto non casuale, c'è un regista come Stephen Frears. The Queen affronta le due settimane in cui i rapporti tra monarchia inglese ed opinione pubblica furono difficili e sull'orlo della rottura, in un escalation senza precedenti. L'improvvisa morte di Lady Diana nell'agosto del 1997 lasciò sgomento il mondo e la casa reale, del tutto impreparata ad affrontare un lutto del genere, e ancora più impreparata a confrontarsi con l'amore degli inglesi per la principessa scomparsa.

A Stephen Frears non interessa il pettegolezzo o l'illazione pruriginosa, né tantomeno la ricerca di tesi cospirazioniste lievitate e poi inevitabilmente sgonfiate nei quasi dieci anni che ci separano da quella tragedia. Come suggerisce esplicitamente la citazione in epigrafe al film tratta da Shakespeare, "incerto è il capo su cui poggia la corona" (Enrico IV, Parte II), il tema del film è piuttosto un analisi disincantata sull'essenza del potere, e di come un evento tragico percepito in maniera negativa e sospettosa dall'opinione pubblica possa innescare un conflitto costituzionale senza precedenti.

Molto del valore del film è affidato alla bravura di Helen Mirren nel ruolo della Regina Elisabetta, che riesce a creare un personaggio tridimensionale e molto umano anche nelle sue debolezze e nell'attaccamento rigoroso ai propri poteri e alle proprie prerogative. La Regina è una donna di un'altra generazione, che comprende solo quando è troppo tardi quanto Diana sia stata amata dall'opinione pubblica e in particolar modo dai sudditi inglesi (suddito è il termine tecnico, non un dispregiativo). Allo stesso tempo però la Regina è molto protettiva nei confronti dei nipoti William e Harry, portati di gran fretta al Castello di Balmoran per sottrarli ad una stampa sempre più vorace ad aggressiva nell'ottenere notizie sui figli di Diana, ora che questa è scomparsa. Il film ipotizza che proprio quando il disamore degli inglesi verso la monarchia stava raggiungendo il culmine, Tony Blair abbia trovato una mediazione inducendo la Regina a riconoscere il lutto di coloro che amavano Diana e a farsene carico, tornando a Londra e rivolgendosi direttamente a loro.

Tutti i personaggi del resto sono trattati con profondità e rispetto in particolare il principe Carlo, ritratto con grande dignità. Forse il solo Tony Blair è rappresentato con una punta di amara ironia, visto che nel film assistiamo ai primi segni di un processo di trasformazione che da "uomo del cambiamento" eletto a furor di popolo lo porterà a diventare un politico sostanzialmente reazionario, deludendo le aspettative di molti. Ma non bisogna credere che solo perché i personaggi sono rappresentati nella loro umanità il film sia indulgente nei loro confronti. La sceneggiatura di Peter Morgan, tratta in parte dalle testimonianze di chi lavorava in quei giorni nelle varie corti coinvolte (Saint James, facente capo al Principe Carlo, Kensington, che rispondeva a Diana ed infine Buckingham Palace) è tutt'altro che indulgente nei confronti della Regina, rappresentata spesso in situazioni irriverenti (in vestaglia!) e in scambi di battute mordaci con i membri del suo staff. Specialmente se riferiti a Tony Blair, ignaro del protocollo reale. È senza dubbio uno dei film più convincenti presentati alla 63 mostra del cinema di Venezia.



Titolo originale: The Queen
Anno: 2006
Regia: Stephen Frears
Attori: Michael Sheen, Helen Mirren, James Cromwell, Helen McCrory
Genere: Drammatico
Durata: 97 min
Voto: 8/10

giovedì 8 novembre 2012

LONDRA SUGLI SCHERMI - The Football Factory


“The Football Factory”, film del 2004 che descrive la violenza del calcio inglese (e del mondo degli hooligans), e un must per tutti gli amanti del football e delle sottoculture, diretto da Nick Love e basato sul best seller omonimo di John King.
Scontri continui e gratuiti (quasi tutti fuori e addirittura lontano dai campi di calcio) che vedono protagonista la frangia più estrema dei tifosi del Chelsea e che non si limitano al week end della partita: la violenza infatti, vista come stile di vita, accompagna tutte le giornate del protagonista Danny e dei suoi compagni. Droga, alcool, maschilismo e pseudo-machismo all’ennesima potenza, noia, mancanza di ideali e prospettive sono il micidiale mix che alimenta questi scontri vissuti dai protagonisti di tutte le età con trepida attesa e godimento assoluto. “The Football Factory” non ha nulla di “artistico” ma, al contrario, un taglio quasi documentaristico. Volutamente non c’è poesia nel film di Love ma una descrizione arida e realistica dei fatti il che ne fa un film pesante, duro, cattivo ma proprio per questo estremamente concreto, efficace e veritiero. Le misere esistenze di questi “maschi da branco” viene mostrata così com’è: priva di qualsiasi ideale, morale o educazione. Strabordante di fiero compiacimento nel considerare la violenza sugli altri niente più che un gratificante passatempo, quasi una droga o l’unico piacere della vita a cui proprio non si può, né si vuole, rinunciare.
In “The Football Factory” il calcio è un collante sociale, un'attrattiva che porta questi giovani ad aggregarsi in una violenta firm che pèrova amore incondizionato per i propri colori. I problemi dell’Inghilterra, delle periferie urbane, della sicurezza inglese vengono invece fuori subendo colpi forse ancora più duri di quelli che vediamo dare e ricevere da tutti i protagonisti del film. Le domande che nascono dalla visione di “The Football Factory” riguardano l’uomo e la società, non certo il pallone. Anche se chi guarderà o ha visto il film è certamente un tifoso di calcio. LONDRA appare splendida e davvero realistica in questa pellicola di cui consiglio a tutti la visione.

lunedì 23 luglio 2012

LONDRA SUGLI SCHERMI - From Hell (La vera storia di Jack Lo Squartatore)

Di Jack The Ripper ne hanno parlato tantissime pellicole, ma questa è senza dubbio la nostra preferita: Londra appare nel suo massimo splendore, con una fotografie e un taglio delle immagini davvero inimitabili...

1888: Londra. Nel quartiere di Whitechapel, reso celebre appunto da Jack, il primo serial-killer-mediatico della storia, vive Mary Kelly, prostituta, insieme ad alcune amiche colleghe. La vita è durissima ma almeno... è vita. Poi Ann, una delle amiche, viene trovata uccisa, barbaramente. La stessa sorte tocca, poco dopo, a Polly. A indagare viene chiamato l'ispettore Fred Abberline. Film di atmosfere e di straordinaria "pittura". Molto dovuto all'ispirazione che è, appunto, From Hell, il fumetto edito da Alan Moore negli anni Novanta. Ecco dunque una Londra buia e nebbiosa, insomma fortissima "espressione".
Londra, autunno 1888. Cinque efferati omicidi di prostitute nel malfamato quartiere di Whitechapel sono attribuiti a un misterioso Jack the Ripper. È sulle sue tracce l'ispettore Fred Abberline che al notevole acume investigativo unisce doti di chiaroveggenza, acuite dall'uso di stupefacenti. Con l'aiuto della prostituta Mary Kelly scopre che i cinque omicidi sono frutto di una macchinazione massonica per insabbiare il segreto di un principe reale e individua l'esecutore dei delitti. Sceneggiato, con alcune significative libertà, da Terry Hayes e Rafael Yglesias, il film dei gemelli A. & A. Hughes deriva da un romanzo a fumetti (Melodramma in 16 parti), scritto da Alan Moore e disegnato da Alan Campbell (1991-98, pubblicato in Italia nel 2000-01). Tolti i passaggi onirici, un po' di maniera, tutto concorre a fare di From Hell il miglior film fantastico a cavallo dei due secoli, superiore anche a Il mistero di Sleepy Hollow (1999) con cui ha, oltre a J. Depp, più di un punto di contatto: la concisa coerenza narrativa in cui la base realistica apre varchi alla fantasia; la serrata dialettica tra ragione e sentimento, scienza e visione; la gotica e notturna Londra di Whitechapel magnificamente ricostruita in studio (scene: Martin Childs; fotografia: Peter Deming); la struttura marxiana della narrazione con i due protagonisti maschili in grado di muoversi attraverso le separate classi sociali; la rinuncia a qualsiasi lieta fine, inusuale in un prodotto hollywoodiano d'alto costo; J. Depp che calza come un guanto Abberline, sconfitto a tutti i livelli, ma anche tutto il reparto degli attori tra cui spicca il potente I. Holm

GENERE: Thriller/Horror
ANNO:2001
REGISTA: Allen Hughes
PROTAGONISTI: Johnny Depp, Ian Holm, Heather Garham

giovedì 3 maggio 2012

LONDRA SUGLI SCHERMI - Sherlock Holmes

Tra le pellicole che meglio incarnano lo spirito Cockney, spicca senza dubbio la nuovissima edizione del detective più famoso del mondo: il Sig. Holmes interpretato da Robert D. Junior ci offre una panoramica meravigliosa della Londra vittoriana, con colori, ambientazioni e paesaggi veramente da urlo. 
Già dall'inizio appare chiara la differente natura di Sherlock Holmes voluta da Guy Ritchie, il quale attribuisce al personaggio un'indole decisamente più esuberante rispetto a quella voluta dallo scrittore, che, come è noto, da alla sua "creatura" caratteristiche prettamente intellettuali.
Ciò nonostante, anche nel film, sono evidenti le doti mentali dell'investigatore, e risultano perfettamente compatibili con la sua attitudine all'azione che lo porta, più volte nel corso dei 128 minuti di pellicola, a trovarsi in situazioni estremamente difficili e pericolose, anche al limite delle abilità umane.
La trama si articola, infatti, attorno alle vicissitudini di questo stravagante Sherlock Holmes, interpretato da un ottimo Robert Downey Jr., il cui compito è quello di capire, in questo caso, quali siano gli arcani segreti che si nascondono dietro morti misteriose, apparentemente riconducibili a riti misterici.
Il nemico è Lord Blackwood, interpretato da Mark Strong, il quale, attraverso una serie di raggiri, riuscirà a dare del filo da torcere all'investigatore.
Nel complesso il film risulta molto gradevole, mai noioso, ricco di brio e senza alcun punto morto. L'interpretazione degli attori, compreso Jude Law nei panni del Dr. Watson, è molto buona e rende il film ancora più accattivante.

venerdì 2 marzo 2012

LONDRA SUGLI SCHERMI - Rock n' Rolla

Iniziamo oggi una nuova rubrica del blog, nella quale ci occuperemo dei film che vedono Londra protagonista. La nostra amata città inglese infatti, riesce sempre a ritagliarsi un ruolo importante, nelle pellicole che la scelgono come location...
Oggi iniziamo con un must: ROCK N' ROLLA DI GUY RITCHIE!
 

In una Londra in frenesia immobiliare l'ammanicato magnate Lenny Cole decide chi, come e quando possa ottenere nuove licenze, sfruttando la sua posizione a sfavore dei meno potenti. One Two e l'amico Mumbles sono stati appena fregati dal ricco businessman - che li aveva illusi con il miraggio di un permesso d'uso, salvo poi impedirne l'accettazione - e hanno una settimana di tempo per restituirgli il prestito di due milioni.
Archiviati due flop (Travolti dal destino e il sottovalutato Revolver) e un matrimonio ingombrante, Guy Ritchie torna alla formula del cinema che gli ha dato il successo e alla malavita londinese fatta di feroci criminali e gangster da strapazzo. In un turbinio di personaggi - assessori corrotti, imprenditori russi, tirapiedi, contabili in gonnella, capo-bagarini con il pallino dell'arte, killer invincibili, rockstar drogate - di accenti e di traffici si divaricano e si intrecciano le storie di Lenny Cole (Tom Wilkinson), One Two (Gerard Butler) e del leader dei Quid Lickers, Johnny Quid (Toby Kebbell). Il primo sta per concludere un affare milionario con un pezzo grosso della mala russa deciso a investire sette milioni di sterline nel mattone. Il secondo manda inconsapevolmente in fumo la delicata operazione per ben due volte. Il terzo, che del primo è figliastro, si è appropriato di un bene prezioso aggravando ulteriormente la faccenda.
Nonostante la trama apparentemente complicata, Ritchie si dimostra capace ancora una volta di saper svolgere con mestiere la matassa, tenendo saldamente le estremità del filo senza mai perdere di vista la fine. La battuta di Cole - "è tutta una questione di dettagli" - calza a pennello il regista inglese che regala ad ognuno dei suoi personaggi una caratteristica, una battuta, un'azione bizzarra quanto memorabile. Catturando con l'obiettivo una città-cantiere di cemento grigia e uggiosa, zooma sui volti, sugli abiti, sugli accessori (firmati) fotografando una microsocietà all'interno di una macrosocietà, entrambe altrettanto corrotte e corruttibili.
Da sempre attratto dalla malavita e dai suoi meccanismi, Ritchie genera (prima sulla pagina e poi sul grande schermo) villain amabili e pieni di fascino, talvolta fessi ma in fondo umani. Collocandoli all'interno di una storia dai risvolti paradossali che non manca del consueto lieto fine rivela di subirne il fascino e sceglie di mostrarne la natura violenta senza eccedere nella rappresentazione stessa della violenza. All'agilità e scatto di un montaggio da videoclip d'autore - che tramuta una scena di sesso in un orgasmo cinematografico - alterna momenti misurati, decelerati dalla stupefazione di un brano ("The Gun" di Lou Reed) o da un sensuale ralenti. Con RocknRolla l'ex "material guy" rientra al cinema di genere in forma smagliante rivelando di essere "guarito" dal blocco del regista.

Titolo originale: Rock n' Rolla
Anno: 2008
Regia: Guy Ritchie
Attori: Gerard Butler, Karel Roden, Tom Wilkinson, Mark Strong 
Genere: Azione
Durata: 114 min
Voto: 8/10