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giovedì 11 ottobre 2012

COCKNEY PEOPLE - John Terry


Amato, odiato, criticato, elogiato, accusato di razzismo, idolatrato in campo... JT è il capitano storico del Chelsea, nonchè uno dei giocatori più discussi di tutto il panorama calcistico britannico. Ed è un cockney doc!
John George Terry (Londra, 7 dicembre 1980) è un calciatore britannico,difensore del Chelsea. È il capitano dei Blues dal 2004, e lo è stato della Nazionale dall'agosto 2006 al febbraio 2010.
È stato nominato miglior difensore della UEFA Champions League nel 2005, 2008e 2009. Inoltre, è stato votato Giocatore dell'anno della PFA nel 2005, e dallo stesso anno fino al 2009 è sempre stato incluso nella FIFPro World XI. Ha poi figurato nella squadra ideale dei Mondiali 2006 (fu l'unico inglese) ed è stato votato per tre volte giocatore dell'anno dai tifosi del Chelsea (a nessuno è stato consegnato tale riconoscimento più volte). 


I genitori di Terry si chiamano Ted e Sue, mentre suo fratello Paul (classe 1979) è anch'egli un calciatore professionista.
Nonostante abbia trascorso la propria carriera calcistica fin dalle giovanili tra le file del Chelsea (con una parentesi al WEST HAM e una al N.Forrest), Terry ha dichiarato che, quand'era più piccolo, era un tifoso del Manchester United.
Attualmente, risiede ad Oxshott, nel Surrey, assieme alla moglie Toni Poole (con cui si è sposato il 15 giugno 2007) e ai suoi due figli, Georgie John il maschio e Summer Rose la femmina (gemelli, nati il 18 maggio 2006). Nel 2009, Terry ha anche avuto l'onore di essere votato "Padre Inglese dell'Anno".
Terry è uno dei pochi calciatori che è riuscito ad incassare più di un milione di sterline grazie alla sua autobiografia.
L'annata 2006/2007, la prima da capitano ufficiale, vide Terry protagonista di molti episodi singolari: infatti, il 14 ottobre 2006, in una partita contro il Reading, si propose di ricoprire il ruolo di portiere dopo gli infortuni di Peter Cech e Carlo Cudicini, indossando la maglietta col numero 40 appartenente ad Henrique Hilário, terzo portiere non convocato in quell'occasione. Il 26 dicembre dello stesso anno, poi, sempre contro il Reading il giocatore fu costretto ad uscire dal campo per un problema alla zona lombare della schiena. Due giorni dopo, egli fu operato, e poté tornare in campo solo il 3 febbraio 2007. Durante la finale di Carling Cup contro l'Arsenal, però, Terry subì un forte colpo in faccia da Abou Diaby, e rimase tramortito a terra per poi essere scortato fuori in barella e subire un immediato ricovero. Ad ogni modo, in quell'occasione non fu riscontrato nessun grave danno, anche se inizialmente si temeva il peggio. Anche senza il suo capitano, il Chelsea vinse quella partita e Lampard dedicò la vittoria proprio all'amico in ospedale, il quale ebbe modo di ringraziarlo quando raggiunse la squadra per i festeggiamenti. Anche a causa degli infortuni occorsi, Terry disputò solamente 45 incontri, segnando una sola volta, ma vincendo comunque League Cup ed FA Cup. A fine stagione, prolungò il proprio contratto con i Blues, divenendo anche il giocatore più pagato fino a quel momento della Premier League, con 135.000 sterline a settimana.
Le due stagioni successive, sotto al guida di Scolari e Hiddink non portano alcuna soddisfazione a JT: nell'ultima partita di campionato col Bolton (11 maggio 2008), si scontrò con Peter Cech, subendo un leggero infortunio, che comunque non gli pregiudicò la partecipazione alla prima finale di Champions League del suo club, contro i rivali del Manchester United. L'incontro, terminato 1-1 dopo i supplementari, si concluse ai tiri di rigore, e Terry sbagliò l'ultimo di essi, quello che gli avrebbe consegnato il prestigioso titolo dopo l'errore dell'avversario Cristiano Ronaldo. Decisivo fu poi lo sbaglio del compagnoNicolas Anelka, che consegnò la coppa nelle mani dei Red Devils. Dopo la finale, Terry fu difeso dai compagni e venne da loro definito Mr. Chelsea, per il carattere e la bravura con cui aveva sempre guidato la sua squadra. Il giocatore concluse così la stagione 37 presenze e 1 gol, ma con soltanto secondi posti (in campionato, Champions League e Carling Cup).
L'8 novembre 2009 il padre del calciatore viene coinvolto in uno scandalo pubblicato da News of the World. Il giornale ha infatti diffuso un filmato girato in un bagno di un bar riprendendo il padre di Terry mentre spacciava 3 grammi di cocaina ad un reporter del giornale che si era camuffato da compratore.
Il 20 dicembre 2009 John è stato nuovamente coinvolto dal giornale News of the World il quale ha pubblicato sul suo sito web un video che immortalava il giocatore nell'intento di vendere a circa 9.000 euro un tour guidato all'interno del centro sportivo del Chelsea. Il video è stato girato segretamente da tre giornalisti del News abilmente camuffati.
Nella stagione 2009-2010, con l'italiano Carlo Ancelotti in panchina, Terry conquistò per la prima volta nella storia del suo club il cosiddetto double campionato-coppa nazionale, da aggiungere al Community Shield vinto ad inizio stagione ai danni del Manchester United. L'annata, però, non era partita bene, con due scandali che lo avevano colpito: il primo era stato causato da suo padre, Ted, scoperto mentre vendeva cocaina ai cittadini londinesi; il secondo lo coinvolse in prima persona, poiché i tabloid britannici erano venuti a conoscenza di una sua relazione con la modella francese Vanessa Perroncel, ex fidanzata del suo amico ed ex compagno di squadra Wayne Bridge, che aveva anche rischiato di mettere in crisi il suo matrimonio con Toni Pool. Ad ogni modo, dopo qualche partita giocata non al suo solito, Terry riuscì a riprendersi, salvando il matrimonio e disputando 52 partite (con 3 gol)

E' attualmente CAMPIONE D'EUROPA in carica, avendo conquistato la UEFA CHAMPIONS LEAGUE con il Chelsea nella stagione 2011/2012. Purtroppo JT non ha giocato la finale in casa del Bayer Monaco, ma ha alzato la coppa insieme al compagno di squadra F.Lampard.
Una bandiera dei Blues, un simbolo di Londra!

giovedì 22 dicembre 2011

COCKNEY PEOPLE - Bobby Moore

BOBBY MOORE VE LO RACCONTIAMO COSI'...

L’albergo, di un lusso quasi fastidioso, è un’oasi in quel paese nel quale l’odore di marcio e di povertà non ti dà tregua.

Nella Hall, un incubo di marmi lucidi a specchio su cui si affacciano negozi di souvenir di ogni tipo, c’è perfino una gioielleria.
Si chiama “Fuoco Verde”, dentro vi sono una commessa nervosa ed il titolare, un signore serio dai lineamenti tesi, con baffetti sottili e curati come di solito li portano i militari.
I calciatori inglesi, ragazzi atletici che indossano i pantaloni della tuta e t-shirt bianche, sono fra i pochi europei di passaggio in quella Bogotà calda e umida e ingannano il tempo e la noia passeggiando a coppie, o a terzetti, nellaHall.
Ridono, sbadigliano, entrano ed escono dai negozi, firmano qualche autografo ai rarissimi connazionali; la gente del posto li ignora o li guarda con un misto di curiosità e rabbia.
Quando uno di loro esce dal “Fuoco Verde”, la gioielleria in cui stava curiosando con le mani in tasca, una guardia gli si avvicina.
Mentre la commessa nervosa, abbandonato il banco, lo sta seguendo silenziosa, qualcuno lo indica ad un’altra guardia.
Assieme al collega, che sembrava aspettarlo, quest’ultimo si avvicina al calciatore inglese che passeggia distratto e sorridente.
E’ un atleta ben proporzionato, la faccia larga ed elegante, i capelli biondi sono ondulati, ma in ordine, con un taglio corto che lascia scoperta una fronte alta sopra due occhi intelligenti e azzurri. 
Adesso si è avvicinato anche il titolare della gioielleria, lui e la commessa parlano in spagnolo con le due guardie, senza guardare il calciatore che ora li osserva divertito.
La ragazza appare sempre più nervosa, tiene gli occhi bassi, parla a scatti, indica qualcosa.
Il calciatore inglese sembra non capire, poi qualcuno gli chiede di mostrare il contenuto di una shop-bagdell’aeroporto che porta a tracolla.
Una guardia la apre, ma non trova nulla, anche l’altra, la svuota come cercasse qualcosa di preciso. 
Una delle due guardie farfuglia qualche scusa in un inglese incomprensibile, ma sembra stizzito e sorpreso, più che dispiaciuto ed imbarazzato, l’altra, in silenzio, rimette nella borsa qualche souvenir e dei prodotti da “DutyFree”.
L’incidente, spiacevole, sembra ricomposto.
Ma non è finita.
Un paio di giorni dopo, l’Inghilterra per abituarsi a giocare in altura vola alla volta di Quito dove deve affrontare l’Ecuador.
Se i calciatori inglesi avessero conosciuto lo spagnolo, avrebbero letto quel giorno sui quotidiani che offriva loro una sorridente hostess, i titoli che annunciavano il “furto di un braccialetto tempestato di diamanti” dalla vetrina del “Fuoco Verde”.
Qualche giorno dopo, l’aereo che porta la nazionale inglese da Quito a Città del Messico, fa nuovamente scalo aBogotà.
I calciatori scendono a terra per sgranchirsi le gambe e Bobby Moore viene avvicinato da due poliziotti in borghese e da altri in divisa e dichiarato in arresto; un venditore ambulante e la commessa nervosa lo hanno accusato del furto di quel braccialetto.
Mentre qualcuno della comitiva inglese fa per avvicinarsi, le guardie sfoderano gli sfollagente, poi fra le voci alterate degli astanti, dei curiosi e degli altri calciatori inglesi, il capitano della Nazionale Campione del Mondo in carica, Bobby Moore, l’uomo che da solo rappresenta il calcio inglese, viene portato via.
Non protesta, appare sorpreso, mentre lo spintonano il suo volto perde quell’espressione calma e serena cui ha abituato il mondo.
La sua fama gli evita il carcere: viene “consegnato” ad un facoltoso imprenditore locale, appassionato sportivo, che garantisce per lui. 
Verrà rilasciato il giorno dopo per diretta intercessione del premier inglese, Sir Harold Wilson, ed un membro del Parlamento dichiarerà :-“Avrebbero potuto fare un affronto più grosso all’Inghilterra, solo arrestando la Regina Elisabetta !”-

Non esagerava.
Quel giorno del maggio 1970, Bobby Moore, capitano della Nazionale inglese e del West Ham è il calciatore più popolare della vecchia Europa.

La sua fama, il suo prestigio, il suo carisma ed il suo stile non hanno avuto paragoni al  Mondo, almeno inquell’ultimo lustro .
Non per nulla, con la farsa dell’arresto per furto, i colombiani hanno cercato di colpire lui come simbolo del calcio europeo.

Perché Bobby Moore è davvero un simbolo per il calcio europeo di quegli anni.

Ha appena compiuto 29 anni e gioca da sempre in una squadra, il West Ham, tutto sommato secondaria nel panorama calcistico inglese dominato dal Manchester United e dal Liverpool.
Eppure è indiscutibilmente il personaggio più famoso dello sport britannico ed è capitano, altrettanto indiscusso ed indiscutibile, della Nazionale inglese, nonostante abbia diversi anni meno di Bobby Charlton.
Gioca in un ruolo, quello di difensore centrale, storicamente penalizzante per la costruzione di un personaggio calcistico, ma la sua interpretazione di quel ruolo è talmente completa e diversa dagli stereotipi dell’epoca da portarlo in una dimensione tutta sua e sua soltanto.
La sua carriera è brillante, tenuto conto della maglia che indossa: a ventitré anni vince la FA Cup.
E’ il maggio 1964, comincia la parte migliore della sua carriera.
Nel 1965 vince anche la Coppa della Coppe, poi disputa il Charity Shield contro il Liverpool, e, nel 1966, diventa Campione del Mondo contro la Germania e sfiora la Coppa di Lega perduta nella doppia sfida con il WestBromwich Albion.

In questi anni il suo nome si lega indissolubilmente a quello di Wembley: è in quello stadio monumentale, come la sua interpretazione di quel ruolo un tempo solo difensivo, che coglie i suoi più grandi successi : la FA Cup, la Coppa delle Coppe e la Coppa Rimet.
In campo è impeccabile.

Correttissimo, è un difensore come non se ne sono mai visti : non butta mai via un pallone, imposta, guida la squadra come se questa gli obbedisse attraverso briglie invisibili.
Anticipa di un lustro il ruolo di “libero moderno” che consegnerà Beckenbauer alla leggenda, ma del suo rivale tedesco è decisamente più forte nella fase difensiva.
Imbattibile nei contrasti, capace di leggere le trame offensive degli avversari con largo anticipo e di intercettare il pallone là dove solo lui sa prevedere che finirà per passare, è un autentico regista difensivo.
La sua visione di gioco è sopraffina, quasi soprannaturale, la sua intesa con certi compagni addirittura incredibile.
Nella finale mondiale contro la Germania, con i tedeschi in vantaggio per 1-0, avanza a calciare una punizione dalla tre quarti.
Quando parte il tiro, il pallone è indirizzato in una parte dell’area che appare deserta di maglie inglesi, su quella parabola arriverà tuttavia a  colpire il pallone, in perfetta solitudine, Geoff Hurst il suo compagno di club nel WestHam.
Bobby Moore, e solo lui, aveva capito che il compagno, per liberarsi della marcatura ossessiva dei difensori avversari, avrebbe scelto di percorrere quell’impensabile arco di cerchio che lo avrebbe portato all’appuntamento col pallone del pareggio.
In una carriera così grandiosa, quell’episodio triste di Bogotà è stata una macchia sul suo personaggio solo per un breve periodo e solo per una trascurabile porzione dell’opinione pubblica. 
Per tutti Bobby Moore è rimasto, e rimarrà sempre, “il capitano”; la sua immagine sarà per sempre quella in cui, sulle spalle dei compagni festanti, alza la Coppa Rimet.
Anche il mondo del calcio gli riconosce questa supremazia di stile  : nel 1966 finisce al quarto posto nella classifica del Pallone d’Oro, nel 1970, l’anno del fattaccio di Bogotà, arriva addirittura secondo, dietro al soloMuller.
Paradossalmente questo riconoscimento arriva non certo nel suo anno migliore, ma ha il sapore di un risarcimento per quell’immagine immacolata lordata da quell’odioso sospetto.

Anche nel declino è grande.

In Nazionale chiude una carriera che non ha in pratica paragoni disputando le ultime gare della sua inimitabile parabola agonistica contro la Nazionale azzurra.
A Torino, nella prima sconfitta dell’Inghilterra contro l’Italia, Moore è ancora un condottiero indomabile, ma sul primo gol azzurro la palla gli passa beffardamente fra le gambe sulla linea di porta.
A settembre matura l’eliminazione della nazionale inglese dai Mondiali di Germania a favore della fresca Polonia eMoore, sfumata la possibilità di disputare il terzo Mondiale e abbandonata la panchina dei “leoni” da parte del suo mentore Alf Ramsey, decide di non vestire più la maglia della Nazionale. 
A soli 32 anni, per un difensore centrale negli anni ’70 un’età addirittura giovanile, Bobby Moore si ferma a 108 presenze, “caps” come li chiamano in Inghilterra.
Il suo record di presenze resta, con le dovute proporzioni fra i calendari internazionali odierni e quelli dell’epoca, il miglior commento alla sua carriera internazionale anche se ormai è stato superato da molti calciatori nel mondo e da Peter Shilton in Inghilterra.
Tuttavia Moore detiene ancora un record difficilmente battibile: dal 20 maggio 1962 al 14 giugno 1973, ha giocato 107 gare internazionali consecutive indossando per 90 volte la fascia di capitano.      
Lasciato il West Ham dopo tantissimi anni, si accasa al Fulham United che guida, nel 1975, ormai trentaquattrenne, a disputare la finale della FA Cup, proprio contro la sua vecchia squadra.
Il West Ham, quel pomeriggio di maggio, vince la Coppa, ma, alla fine, l’applauso più lungo e struggente è quello per “il capitano” che con quella partita dà il suo addio al grande calcio.
Quando lascia il calcio inglese per una breve avventura negli Stati Uniti, ha disputato 792 incontri, di cui 668 in campionato e 51 in FA Cup, con le maglie di West Ham e Fulham in diciassette anni di carriera professionistica.
Il suo record di presenze con il West Ham, 642 gare, resiste ancora e chissà per quanto resterà inavvicinabile.
Nel 1993, a soli cinquantadue anni, Bobby Moore, “il capitano”, darà l’addio prematuramente anche alla vita.
Stroncato da un male incurabile, lascia in tutti coloro che l’hanno visto calcare il terreno di gioco un ricordo struggente ed indelebile.
Emblematiche le parole che un commosso Pelè pronuncia commentando la notizia della scomparsa  di BobbyMoore :- “Era un mio amico, ed è stato il miglior difensore contro il quale abbia mai giocato in tutta la mia carriera. Il mondo ha perduto un grandissimo calciatore, ma soprattutto un gentiluomo…”

La storia di Bogotà, non è mai stata chiarita.
Io ho dato credito all’ipotesi del complotto per screditare gli inglesi, 
molto poco benvoluti in Sudamerica.
In effetti, quattro anni prima nei Mondiali disputati in Inghilterra, Brasile, e, soprattutto,Uruguay e Argentina avevano avuto modo di lamentarsi del trattamento subito da parte degli inglesi ad ogni livello: dagli arbitraggi, alla stampa,all’opinione pubblica.
Questo episodio, che all’epoca ebbe un’eco senza precedenti, fu poi seguito da un epilogo in sordina.
Il capitano della nazionale inglese non fu mai ufficialmente scagionato dall’accusa, ma solo rilasciato “
in attesa di testimonianze attendibili”.
Che naturalmente non arrivarono mai.
Anni dopo, lo stesso 
Moore raccontò che l’avvocato del gioielliere, personaggio in odore di mafia e contrabbando di pietre preziose, gli aveva proposto di accomodare la cosa “acquistando” il braccialetto per la cifra di trenta milioni di lire dell’epoca. Ma “il capitano”, come sempre nella sua carriera, non scese a compromessi.
A ripensarci per chi era bambino a quel tempo, per chi ha visto giocare 
Bobby Moore , e lo ha visto con gli occhi da bambino non è neppure importante la storia di quella collana perché davvero, come ha scritto Hermann Melville:- “I capitani non infrangono la legge.Essi sono la legge.”-
(da http://www.postadelgufo.it/campioni/moore.html)

martedì 25 ottobre 2011

The Sound of London - COCKNEY REJECTS

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle band e dei cantanti che hanno fatto la storia di Londra. In questo postci occupiamo dei COCKNEY REJECTS, un vero e proprio simbolo dell'East End e una band di culto per tutti gli amanti dell'oi!

(Foto recente dei Cockney Rejects con Cass Pennant)
I COCKNEY REJECTS si formano a Londra nel 1979 da un'idea di Jefferson "Stinky" Turner, che insieme a Mick, Vince e Andy, decide di tirare su una band street punk che incarni a pieno lo stile dei vita dei sobborghi di Londra Est nei quali vivono.
Il primo disco pubblicato dal gruppo fu il singolo Flares and Slippers su Small Wonder Records (che conteneva anche i pezzi Police Car e I Wanna Be a Star). Il singolo ebbe un discreto riscontro di critica e di vendita, raggiungendo le 5.000 copie vendute e la posizione numero 24 delle classifiche indipendenti del periodo. Il gruppo ebbe come spinta le trasmissioni di John Peel e le buone recensioni ricevute dalla rivista Sounds. Uno dei giornalisti che scrivevano per Sounds, Garry Bushell, diventò manager del gruppo, e grazie anche all'aiuto del cantante degli Sham 69 Jimmy Pursey, il gruppo firmò un contratto con la EMI. Lo stesso Pursey si offrì come produttore per il primo singolo pubblicato per la EMI, che fu I'm Not a Fool, pubblicato nel dicembre del 1979. Il singolo raggiunse la posizione 65 delle classifiche inglesi, e venne successivamente utilizzato in uno spot della Levi's. Nel febbraio del 1980 venne pubblicato il singolo Bad Man, che si posizionò anche esso alla posizione 65 delle classifiche inglesi. Fu il terzo singolo, The Greatest Cockney Rip-Off, a far entrare il gruppo nella top 30, arrivando alla posizione 21, mentre il singolo successivo, I'm Forever Blowing Bubbles si piazzò nella top 40. Durante lo stesso anno il gruppo pubblicò We Can Do Anything in luglio e We Are the Firm in ottobre, singoli che ebbero però minor successo dei precedenti.

Con la pubblicazione dei primi due album, Greatest Hits Vol. 1 e Greatest Hits Vol. 2, il gruppo guadagnò un discreto seguito tra i punk e gli skinhead inglesi ed europei. Dopo il cambio di due batteristi, viene pubblicato il terzo album intitolato Greatest Hits Vol. 3, registrato dal vivo in studio davanti ad un gruppo di fan. I successivi due album (The Power and the Glory e The Wild Ones) vedranno un cambio di direzione nel suono, passando dal punk dei primi lavori ad un suono più influenzato dal metal.
Il gruppo si scioglie una prima volta nel 1985, per poi riformarsi brevemente nel 1990 per pubblicare l'album Lethal, e sciogliersi di nuovo. Nel 1999 il gruppo si rimette insieme con una diversa formazione, che comprendeva il chitarrista Tony Van Frater (ex Red Alert) ed il batterista Les "Nobby" Cobb (anche lui ex Red Alert). Con questa formazione ritorneranno sui palchi per esibirsi dal vivo, facendo da headliner in diversi festival in Germania, Italia, Spagna, Svezia, nonché negli Stati Uniti ed in Giappone.
Nel 2002 pubblicano l'album Out of the Gutter, che ebbe buoni riscontri di critica e pubblico. Continuano l'attività dal vivo, e nel 2006 registrano una nuova versione di I'm Forever Blowing Bubbles in occasione della finale di FA Cup raggiunta dalla squadra della quale sono tifosi, il West Ham. Nonostante il pezzo sia stato pubblicato solo due giorni prima della finale, raggiungerà la posizione 22 della classifica generale di iTunes e la quarta in quella rock. Nel 2007 pubblicano un nuovo album, Unforgiven, dal quale viene estratto il singolo (e video) Fists of Fury.

Si deve al batterista dei Cockney Rejects il nome di questo genere, Oi! appunto, che apriva sempre i concerti urlando "Oi!Oi!Oi!" per scaldare il pubblico. Il pezzo più noto del gruppo, The Greatest Cockney Rip-Off, è una parodia del pezzo degli Sham 69 Hersham Boys. La maggior parte delle altre canzoni del gruppo erano meno commerciali, cosa dovuta parzialmente ai testi che trattavano tematiche "estreme", come le risse da strada o gli hooligans. I componenti del gruppo sono tifosi del West Ham United F.C., e il loro pezzo I'm Forever Blowing Bubbles è in pratica una cover di una canzone cantata dai tifosi del West Ham sin dagli anni venti.
La violenza descritta nei testi si manifesta spesso durante i loro concerti, e gli stessi componenti del gruppo devono a volte difendersi durante le esibizioni da assalti portati da tifosi di altre squadre, o tentano di fare da paciere tra le fazioni in mezzo al pubblico. I fratelli Jeff e Mick Geggus sono entrambi pugili amatoriali, ed hanno gareggiato a livello nazionale.
Il gruppo esprime disprezzo per i politici nei propri testi, e rifiuta l'accostamento fatto dai media al movimento neo-nazista British Movement, come anche il fatto che i componenti supportino i gruppi di estrema destra. Nella loro prima intervista alla rivista Sounds fanno riferimento al British Movement come "German Movement" affermando che molti dei propri eroi sono pugili afroamericani. Nell'autobiografia di Jeff Turner viene descritto un incidente in cui i componenti del gruppo insieme ai fan hanno combattuto contro componenti del British Movement ad uno dei primi concerti dei Cockney Rejects.

sabato 15 ottobre 2011

Cockney People: DAVID BOWIE

Impossibile non includere il duca bianco nella nostra "hall of fame" dei londinesi degni di comparire su FOG... Bowie è una vera istituzione della musica inglese e non solo...


David Robert Jones nasce a Brixton, Londra, l'8 gennaio 1947. La madre, Margaret Mary Burns, che ha già un figlio, Terry, dal primo matrimonio, lavora in un cinema del quartiere. Il padre, Haywood Stenton Jones, da poco tornato dal fronte, è impiegato. Il fratello Terry, figlio di primo letto della madre, soffre di schizofrenia e passerà lunghi anni in ospedale psichiatrico dove morirà suicida nel 1985. "Mio fratello Terry ha avuto una grandissima influenza sulla mia vita" confesserà David anni più tardi "mi ha fatto conoscere autori che certo non consigliavano a scuola, come J. Kerouac, A. Ginsberg, E .E. Cummings,... e mi ha fatto avvicinare al jazz e al rock'n'roll americani". All'evento Bowie dedicherà nel 1993 la canzone Jump, They Say. Nel 1957 la famiglia Jones si trasferisce nel quartiere periferico di Bromley, dove David frequenta la Bromley Technical High School. Nel 1959 ottiene in regalo il suo primo sassofono e inizia a studiare musica. Nel 1962 in seguito ad un pugno violento dell'amico George Underwood, la pupilla sinistra resta irreversibilmente lesa, accentuando così la particolarità di uno sguardo singolare che fa sembrare apparentemente diverso il colore degli occhi: uno azzurro e uno verde/marrone. Durante il 1962 David forma la sua prima band, The Konrads, in cui non canta ma suona il sax. 


Lo stesso anno si diploma in arte e graphic design. Nel luglio 1963 viene assunto come grafico presso la Design Group Limited, ma vi resterà per soli sei mesi. Alla fine del '63 forma 'Davy Jones and the King Bees' con i quali registra, in qualità di cantante, il primo 45giri, Liza Jane/Louie Louie Go Home, rimasto quasi invenduto. Nel 1964 ai King Bees succedono i Manish Boys con i quali incide il suo secondo 'quarantacinque giri', I Pity The Fool/Take My Tip. Il 12 novembre di questo stesso anno la prima apparizione televisiva: un'intervista alla BBC in cui David presenta l'Organizzazione, di cui è il fondatore, 'Per La Prevenzione Delle Crudeltà Verso Gli Uomini Con I Capelli Lunghi'. Con i Lower Third, nel 1965, registra il terzo 45giri: You've Got A Habit Of Leaving/Baby Loves That Way; un altro insuccesso. E' alla fine di quest'anno che David, lasciata anche l'ultima band, incontra Ken Pitt, il quale decide di occuparsi della sua carriera. Pochi giorni prima del suo diciannovesimo compleanno, David Robert Jones diventa David Bowie per distinguersi dall'allora più conosciuto Davy Jones dei Monkees.


Nel 1966 David con il suo nuovo gruppo, The Buzz, firma con la Pye Records. A gennaio esce il primo 'singolo' con il nuovo nome: Can't Help Thinking About Me/And I Say To Myself. Nel gennaio 1967 i Buzz si sciolgono. A marzo dello stesso anno Bowie firma con la Deram, nuova etichetta della Decca, e realizza Rubber Band, The Laughing Gnome e più tardi Love You Till Tuesday. Il 14 luglio 1967 avviene l'incontro con uno dei personaggi che più hanno influenzato la sua vita e la sua carriera. Assistendo ad una rappresentazione del mimo-ballerino Lindsay Kemp, David scopre che l'accompagnamento musicale dello spettacolo è uno dei suoi dischi. Conosciuto lo showman nei camerini, Bowie stringe con lui un accordo: avrebbe scritto altra musica per la Lindsay Kemp Company e in cambio Kemp gli avrebbe insegnato i misteri del balletto e del mimo. "Diventare un allievo di Lindsay Kemp è stato fondamentale; da lui ho imparato il linguaggio del corpo; ho imparato a controllare ogni gesto, a caricare di intensità drammatica ogni movimento; ho imparato insomma a stare su un palco". Nel dicembre di quell'anno Bowie prende parte, in qualità di mimo e autore delle musiche, allo spettacolo della Kemp Company 'Pierrot in Turquoise' rappresentato al Oxford New Theatre. Il 2 giugno 1969 Bowie registra Space Oddity, ispirata al film 2001 Odissea Nello Spazio di Stanley Kubrick. Quell'estate fonda il Beckenham Arts Lab, una comunità per giovani artisti underground. Poco dopo, il 2 luglio, il mondo intero segue col fiato sospeso la missione dell'Apollo 9 e lo sbarco del primo uomo sulla Luna. Space Oddity, grazie alla sua attualità, diventa la colonna sonora delle trasmissioni televisive britanniche dedicate a quell'evento; in settembre è già al quinto posto nella classifica inglese (nel 1975 rientrerà in classifica per arrivare al primo posto in Inghilterra e al quindicesimo in USA). E' il primo scalino verso il successo. Alla fine dello stesso anno esce il nuovo album intitolato David Bowie, che passa quasi inosservato. Il 20 marzo 1970 Bowie sposa Angela Barnett. Celebre la sua dichiarazione: "Ho conosciuto Angie perché stavamo con lo stesso ragazzo". Il matrimonio finirà dieci anni più tardi. Il 1970 è l'anno della svolta nella carriera e nella vita di Bowie. Cruciale l'incontro con Mick Ronson, chitarrista d'eccezione, che porta David ad abbandonare i ritmi e gli arrangiamenti più 'dylaneggianti' in favore di altri più 'duri', più rock. Inoltre è questo l'anno in cui Bowie, mettendo a profitto le lezioni di Lindsay Kemp, comincia a costruirsi un'immagine e a curarne gli aspetti scenico-coreografici: accentua l'ambiguità sessuale della sua figura e fa parlare di sé con una serie di atti provocatori. Nel 1971 esce il nuovo LP, The Man Who Sold The World, la cui copertina lo ritrae in abiti femminili, languidamente sdraiato su un divano e con i lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle. Negli USA la copertina dell'album viene censurata e sostituita.


L'effetto è quello desiderato: la stampa parla di David Bowie. La critica accoglie bene la sua ultima fatica. La RCA gli offre un nuovo contratto. Il 28 maggio 1971 nasce il figlio Duncan Zowie Jones cui David dedica la canzone Kooks. [Il quotidiano inglese Sun pubblica una foto di David e Angie con la didascalia: 'chi è la madre ?'.] Bowie inizia una breve tournée promozionale che lo porta fino negli Stati Uniti dove incontra i personaggi cult del circuito underground newyorkese: Lou Reed, Iggy Pop ed Andy Warhol. Il 17 dicembre 1971 esce Hunky Dory, acclamato da pubblico e critica. Ben tre le hit dell'album: Changes, Oh! You Pretty Things e Life On Mars?. Bowie accompagna l'uscita del disco con roboanti e provocatorie affermazioni riguardo alla sua ormai ostentata bisessualità. Nel giugno 1972 viene pubblicato il disco che consacrerà definitivamente David Bowie rockstar internazionale: The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars. L'album scala le classifiche. La critica grida al capolavoro. La strategia della provocazione continua. Bowie stesso diventa quel Ziggy Stardust di cui il disco narra le gesta: in bilico tra erotismo e fantascienza Ziggy, alieno androgino e profeta del rock, fa la sua grande apparizione sul palco del Royal Festival Hall di Londra l'8 luglio: coi capelli arancione, un taglio pre-punk, sfacciatamente truccato e indossando improbabili abiti da lui stesso confezionati Bowie/Ziggy infiamma gli animi dei fans con brani suggestivi come l'indimenticabile Starman, la struggente Rock'n'Roll Suicide o la bellissima Moonage Daydream. 


Lo spettacolo è una formidabile combinazione di musica e teatro, in cui si alternano giochi di luci e performances mimiche. Il Melody Maker titola: 'E' nata una stella' . Nel giro di pochi mesi l'oltraggioso Ziggy Stardust è una leggenda del pop. I biglietti dei suoi concerti si esauriscono in poche ore. Bowie è assediato dai fans. Nel gennaio del 1973 parte in tournée alla conquista della puritana America. Poi il Giappone e l'Europa. E' il trionfo. Lo stesso anno Bowie produce e cura Transformer di Lou Reed, Raw Power di Iggy Pop e scrive All The Young Dudes per i Mott the Hoople (loro unica hit). Esce anche il suo nuovo album, Aladdin Sane (da leggere 'A Lad Insane', 'un ragazzo pazzo'), che resta nelle chart inglesi per ben 72 settimane. Questo disco segna il nuovo ma ingestibile successo dell'istrionico Bowie. Infatti, soffocato dall'ormai 'preponderante personalità' delle sue creature, Bowie decide il ritiro dalle scene e la fine: il concerto d'addio di Ziggy Stardust si svolge all'Hammersmith Odeon il 3 luglio 1973. Nell'ottobre 1973 viene pubblicato il suo nuovo album Pin Ups, raccolta di cover degli anni Sessanta (diventano così cinque gli LP di Bowie presenti contemporaneamente nelle classifiche). Nel dicembre '73 riceve il premio come 'musicista rock più popolare' e quello per 'la donna peggio vestita'.


Agli inizi del 1974 una nuova metamorfosi. L'occasione è la realizzazione del nuovo disco Diamond Dogs in cui Bowie impersona un diverso personaggio, un essere mutante dal corpo ibrido (metà uomo e metà cane come ritratto sulla copertina), ispirato dal libro di Burroughs 'Ragazzi Selvaggi' e da '1984' di Orwell. Ma anche quest'immagine è destinata a cambiare; infatti Bowie, alla ricerca di una nuova dimensione artistica, abbandona le paillettes e le zeppe per adottare un look più funky/soul, fatto di aderenti completi dandy, e un trucco più lieve e quasi tenebroso. Per il Diamond Dogs Tour chiede a Jules Fisher (già coreografo di Lenny e Hair) di curare la scenografia: il risultato è uno scenario apocalittico, composto di torri ed edifici fatiscenti, in cui la band si fonde e scompare mentre Bowie sovrasta teatralmente il pubblico cantando dall'alto di una gru.
Durante lo show, aiutato da due ballerini, Bowie accompagna le canzoni con trucchi scenici ed espressioni mimiche, recita, cambia costume diverse volte: boxeur per Panic In Detroit, attore shakespeariano con teschio in mano per Cracked Actor,... Ad ottobre Diamond Dogs riceve il 'disco d'oro' per l'alto numero di copie vendute. Nel marzo del 1975 l'uscita del nuovo LP, Young Americans, suscita clamore per il radicale cambiamento del genere compositivo: infatti l'album è imperniato su sonorità nere, soul e disco. Il singolo Fame, frutto della collaborazione con John Lennon, raggiunge il primo posto nelle chart americane.


L'album fa ottenere a Bowie il suo quinto 'disco d'oro'. Lo stesso anno viene contattato dal regista Nicolas Roeg che gli offre la parte del protagonista nel film 'L' uomo che cadde sulla Terra', tratto da un romanzo di fantascienza di Walter Tevis. Bowie interpreta Thomas Jerome Newton, un alieno che, per salvare il proprio pianeta agonizzante sotto la morsa della siccità, giunge sulla Terra dove, rimasto vittima della corruzione dell'uomo, sarà costretto a restare. Il film ottiene un grande successo e l'interpretazione di Bowie viene applaudita dal pubblico e dalla critica specializzata. Nei mesi successivi Bowie fonda una sua casa di produzione, la Bewley Brothers, e viene contattato da altri importanti registri: Bergman, Antonioni, Fassbinder. E' l'inizio di una nuova carriera. Nel 1976, in concomitanza con l'uscita del film, appare sul mercato il nuovo ed emblematico album Station To Station, che preannuncia la nascita di quello che per quasi vent'anni sarebbe stato l'ultimo dei 'personaggi' di David Bowie: The Thin White Duke. Il Duca Bianco, altezzoso e glaciale eroe in un mondo cupo e senza sentimenti, è forse quello che potrebbe essere definito il più simpatetico dei personaggi di Bowie. Infatti l'album, con le sue atmosfere cupe, prodotte dai suoni metallici ed elettronici, ben riflette lo stato d'animo di un Bowie angosciato dal futuro, in precario equilibrio emotivo e distrutto dalla cocaina. La nuova immagine è sobria ed elegante: capelli corti pettinati indietro, camicia bianca, gilet nero.


Nel 1977 Bowie si trasferisce nella romantica Berlino. Lì registra l'album di Iggy Pop The Idiot e inizia a lavorare, a fianco dell'amico Brian Eno, al suo nuovo LP, Low. Quest'album rappresenta una svolta decisiva nella vita di Bowie: "Ero stufo di fare il 'pagliaccio' negli USA, avevo bisogno di un nuovo linguaggio per la mia nuova vita.


Low è un disco terribilmente introspettivo, in cui esprimo me stesso e le mie reazioni al suggestivo mondo dell'Est."Nell'autunno di quello stesso 1977 Bowie co-scrive e registra Lust For Life di Iggy Pop; in quest'occasione incontra i fratelli Sales, membri della band di Iggy, con i quali dieci anni più tardi formerà i Tin Machine. In ottobre il nuovo album: "Heroes", anch'esso scritto in collaborazione con Eno e con la straordinaria partecipazione di Robert Fripp, chitarrista e fondatore del gruppo d'avanguardia King Crimson. "Heroes", naturale seguito di Low, è forse l'album più maturo e sofisticato di Bowie. Le atmosfere create dai sintetizzatori restano tetre, ma la potenza della voce e lo stile dei testi preannunciano l'avvenuta rinascita e il ritrovato equilibrio di Bowie. Il Melody Maker decreta "Heroes" 'Album dell'Anno'. Durante i primi mesi del 1978 Bowie incide, con la Philadelphia Orchestra, una nuova versione di Pierino e il Lupo di Prokofiev, in qualità di narratore. A marzo inizia le riprese del suo secondo lungometraggio, 'Just A Gigolò', per la regia di David Hemmings e con Kim Novak e Marlene Dietrich. Nel maggio 1979 esce Lodger, ultimo elemento della trilogia concepita con Brian Eno. Dai due anni di isolamento berlinese Bowie esce trasformato, sia come uomo che come artista: "Mi sentivo decisamente meglio, più sereno e produttivo: passavo i giorni a leggere, scrivere e dipingere. Mi piacerebbe essere conosciuto come pittore il giorno in cui avrò l'ardire di mostrare le mie tele".


Scary Monsters (And Super Creeps) segna il definitivo addio a Berlino. Registrato a New York l'album esce nel 1980 e raggiunge il primo posto delle chart inglesi. Il singolo Ashes To Ashes riceverà il premio per il migliore videoclip. Lo stesso anno Jack Hofsiss offre a Bowie la parte del protagonista nella rappresentazione teatrale di 'Elephant Man'. La prima ha luogo a Denver il 29 luglio 1980 e riscuote un grande successo.


La stampa giudica straordinaria l'interpretazione di Bowie. Dopo tre settimane di repliche, con il tutto esaurito, al Blackstone Theatre di Chicago, finalmente, il 23 settembre, lo spettacolo debutta a Broadway; tra il pubblico, ad applaudirlo, ci sono Christopher Isherwood, David Hockney, Andy Warhol. Lo spettacolo resta in cartellone al Booth Theatre fino al 3 gennaio. Meno di un mese più tardi Bowie volerà a Londra per ricevere l'Award come migliore cantante dell'anno. Il Melody Maker lo dichiara 'artista più influente del decennio'. Alla fine del 1981 Bowie scrive e registra con i Queen la celeberrima Under Pressure (UK Number 1). Nell'agosto recita come protagonista nella rappresentazione teatrale del 'Baal' di Bertold Brecht, messo in scena da Louis Marks per la BBC. Dopo una apparizione nel film 'Christiana F., noi i ragazzi dello zoo di Berlino', di cui firma la colonna sonora, nel marzo 1982 Bowie inizia le riprese del suo terzo film: 'Myriam si sveglia a mezzanotte' ('The Hunger'), in cui recita, diretto da Tony Scott, al fianco di Catherine Deneuve e Susan Sarandon. Nell'autunno dello stesso anno vola a Java per raggiungere il regista Nagisa Oshima e iniziare, al fianco di Ryuichi Sakamoto le riprese di 'Furyo' ('Merry Christmas Mr. Lawrence'), importante film di riflessione sull'incontro tra le culture Occidentale ed Orientale. Nel gennaio del 1982 Bowie firma un nuovo contratto con la EMI e, pochi mesi più tardi, esce Let's Dance. Il disco rappresenta il suo più grande successo commerciale (198 settimane presente nelle chart; il disco più venduto della nuova etichetta dai tempi di Sergent Pepper dei Beatles). L'album segna un ritorno al rock'n'roll e al funky. I ritmi soft e dance seducono il grande pubblico. Oltre al singolo Let's Dance, anche China Girl e Modern Love diventano importanti hits. Il Serious Moonlight Tour porta Bowie in trionfo per tutto il mondo.


"Per la prima volta mi trovavo di fronte ad un enorme pubblico che non era il mio, che non mi conosceva come artista. Non sapevo come comportarmi, così ho messo da parte la sperimentazione e mi sono concentrato sul lato più propriamente commerciale". Nel 1984 viene pubblicato Tonight, album che ben interpreta questo nuovo spirito di Bowie, e che infatti raggiunge il primo posto delle chart inglesi. (il singolo Tonight, scritto con Iggy Pop, è interpretato con Tina Turner). L'uscita del singolo Blue Jean viene accompagnata da un videoclip di oltre venti minuti in cui Bowie interpreta un doppio ruolo di cantante e spettatore. Nell'estate del 1985 Bowie partecipa al Live Aid, lo straordinario concerto organizzato da Bob Geldof per la fame nel mondo, che vede riunite tutte le più grandi rockstar. Per l'occasione realizza anche il videoclip di Dancing In The Street in coppia con Mick Jagger. Sempre nel 1985 interpreta un piccolo ruolo nel film 'Tutto in una notte' di John Landis. L'inizio del 1986 vede Bowie impegnato nelle riprese del film musicale 'Absolute Beginners', per il quale compone l'omonima canzone. La regia è di Julian Temple. Bowie interpreta nel film anche Volare di Domenico Modugno. Lo stesso anno gira 'Labyrinth', di Jim Hanson. Bowie scrive anche la colonna sonora del film; un'avventura fantastica in cui interpreta il ruolo del malvagio Jareth, re di gnomi e folletti. Il Glass Spider Tour, con cui Bowie promuove il suo nuovo album, Never Let Me Down, nel 1987, è senza dubbio la sua tournée di maggior successo commerciale: più di due milioni e mezzo di persone lo hanno acclamato quell'anno negli stadi di tutto il mondo. Alla fine del tour (che per la prima volta tocca anche l'Italia) Bowie conosce Reeves Gabrels, suo futuro chitarrista. "Non sapevo più cosa stessi facendo; inebriato dal successo avevo perso il mio naturale entusiasmo per le cose. Credevo di non avere più niente da dire e pensavo solo a guadagnare il più possibile; temevo di essere vicino alla fine. L'incontro con Reeves mi ha fatto capire che non potevo continuare così; è stato lui a farmi rendere conto di tutto questo." Nel 1988 interpreta il ruolo di Ponzio Pilato nel controverso film di Scorsese 'L'ultima tentazione di Cristo'.


Nel 1989 la rinascita creativa e artistica di David Bowie: deciso ad abbandonare la filosofia del 'successo facile' forma, insieme a Reeves Gabrels e ai fratelli Tony e Hunt Sales, i Tin Machine, una band con cui tornare a scrivere musica rock in vecchio stile ed in cui scomparire: "Non voglio più essere David Bowie, voglio diventare solo il cantante dei Tin Machine". Il primo album, Tin Machine, con le sue sonorità hard rock, torna a sconcertare la critica e ad incuriosire il pubblico. Nel 1990, con il Sound&Vision Tour, Bowie dà un addio (sebbene non definitivo) ai suoi vecchi successi: "Voglio che la gente venga ai miei concerti per quello che scrivo oggi, non per ciò che ho scritto vent'anni fa; canzoni come Rebel Rebel o Boys Keep Swinging non mi appartengono né stimolano più. "


Dopo la pubblicazione del secondo LP, Tin Machine II, inizia un breve tour mondiale, questa volta in teatri e piccoli locali: "Avevo bisogno di stabilire un diverso rapporto con l'audience, più stretto, più vero."Nel 1991 gira il film 'The Linguini Incident', con Rosanna Arquette; l'anno seguente interpreta una piccola parte in 'Twin Peaks, fuoco cammina con me' di David Lynch. Il 20 aprile 1992 partecipa, cantando in coppia con Annie Lennox, al Freddy Mercury Tribute, svoltosi al Wembley Stadium: il concerto è seguito da oltre un miliardo di telespettatori. Il 6 giugno 1992 a Firenze, Bowie sposa Iman, top model somala, con cui si stabilisce in Svizzera. In Black Tie White Noise, del '93, suo primo album da solista in sei anni, Bowie sintetizza le emozioni e le idee legate al suo matrimonio: la strumentale The Wedding, originale colonna sonora della cerimonia, è il risultato di un elegante mix tra le sonorità proprie dei due riti, quello protestante e quello musulmano; la title track Black Tie White Noise, in duetto con Al B. Sure, è dedicata alla sommossa del ghetto nero di Los Angeles. L'album, che vede la collaborazione del trombettista jazz Lester Bowie, giunge in vetta alle chart inglesi. Nel novembre 1993 Bowie incide The Buddha Of Suburbia; l'album verrà usato come colonna sonora dell'omonimo film per la TV, tratto dal romanzo del giovane scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi. Nel marzo del 1994 inizia una collaborazione come editorialista per la pubblicazione trimestrale Modern Painters. Tra il settembre e l'ottobre di quell'anno Bowie collabora con Brian Eno nell'allestimento della mostra per la raccolta di fondi: 'War Child: Little Pieces From Big Stars' presso la Flowers East Gallery, London Fields.


Tra gli espositori vi sono anche altri nomi di spicco del mondo della musica: Paul McCartney, Bono, Pete Townshend e Charlie Watts. Il 18 aprile 1995 Bowie inaugura alla Cork Street Gallery di Londra la prima mostra dei suoi lavori: dipinti, sculture e due disegni per carta da parati da lui preparati per Laura Ashley. Nel giugno inizia le riprese del film 'Basquiat', opera prima del pittore Julian Schnabel, in cui Bowie interpreta Andy Warhol. A settembre intraprende l'Outside World Tour, per promuovere il suo nuovo album, ma il disco uscirà solo qualche mese più tardi. 1.Outside è il primo di tre concept album che Bowie dovrebbe comporre con Brian Eno . In questo album Bowie torna a lavorare su dei personaggi di cui il disco racconta le gesta, ben sette, tutti interpretati dallo stesso Bowie. All'album è allegato 'Il diario di Nathan Adler' scritto sempre da Bowie con la tecnica dei collages letterari di Burroughs, in cui viene presentato il filo conduttore di Outside: "le investigazioni del detective Nathan Adler, della sezione Crimini Artistici, su alcuni assassinii rituali artistici, scippi concettuali e altri misfatti", ambientati in un'ipotetica società di fine millennio. Si può dire che l'album rappresenti una matura rielaborazione di temi e tecniche espressive propri del Bowie degli anni Settanta. Il disco ottiene un buon successo di pubblico ed ottime recensioni della critica. L'8 gennaio 1997 David Bowie compie cinquant'anni. Per l'occasione organizza un concerto al Madison Square Garden di New York; sul palco, accanto a lui, artisti del calibro di Lou Reed, Frank Black, Robert Smith, Billy Corgan, i Foo Fighters e i Sonic Youth. Lo stesso giorno, per promuovere l'uscita del suo ultimo lavoro, Earthling, diffonde in esclusiva via Internet il singolo, Telling Lies. Nel nuovo album il rock si mescola ai ritmi jungle e drum'n'bass, esprimendo una grande energia.


Nel febbraio 1997 Bowie si quota in borsa: 'Bowie Bonds' si chiamano i titoli da lui emessi; a garanzia dell'investimento le royalties che Bowie riceve per i dischi incisi fino al 1993 (la cui vendita è stimata in oltre un milione di copie l'anno). L'affare è stato un successo, le azioni sono andate a ruba. Novanta miliardi di lire è la cifra che l'artista ha ricavato in poche ore. "Questa operazione mi ha permesso di assicurarmi i fondi per i miei progetti futuri, senza essere costretto a perdere i diritti sui miei lavori". Nel giugno di quest'anno Bowie incide in cinese mandarino il brano Seven Years In Tibet, tratto da Earthling. A Hong Kong la canzone si assesta al primo posto della classifica; è la prima volta per una star occidentale. Nel settembre 1998 David Bowie lancia BowieNet, il primo ISP di una rockstar a diventare reale fulcro di una comunità virtuale. Nel settembre del 1999 esce il nuovo album Hours, in cui David sembra ritornare alle atmosfere dei suoi primi album e inizia un breve minitour promozionale che include anche Milano e alcune trasmissioni televisive italiane. Il 15 agosto 2000 nasce Alexandria Zahra Jones, prima figlia dal suo matrimonio con Iman. Bowie a conclusione del concerto celebrativo dei sui primi cinquant'anni affermò: "A tutti quelli che mi hanno seguito in questi anni e a quelli che hanno scoperto la mia musica solo oggi.... grazie; io non so dirvi cosa farò o in che direzione mi muoverò, ma prometto di non annoiarvi".